giovedì 20 gennaio 2011

La Provincia di Bergamo finanzia la festa della birra dei Giovani padani e scoppia la polemica


La biblioteca comunale è in degrado, ma la Provincia sceglie di finanziare la Festa della Birra organizzata dai Giovani Padani. E’ accaduto a  Gazzaniga, un comune della provincia di Bergamo. A denunciare il fatto, con una mail alla redazione de L’Eco di Bergamo, è stato Roberto Pegurri del Circolo Pd Media Valle Seriana.
Sul sito della provincia di Bergamo è  infatti possibile rintracciare il patrocinio che la Giunta Regionale Pirovano (Lega Nord), in particolare l’assessorato alle politiche giovanili, ha rilasciato all’iniziativa denominata “2° Orobic Bier Fest”, svoltasi dal 2 all’11 luglio scorso presso lo stadio comunale di Gazzaniga e organizzata dal Gruppo dei Giovani Padani della Val Seriana.
Ciò che ha amareggiato l’opposizione locale è stato il sostegno sfacciato della Provincia ad un’associazione così marcatamente di partito e soprattutto per un’iniziativa sul cui valore sociale e culturale ci sarebbe da discutere.  «La cosa sorprendente – si legge sul sito del Pd – è leggere nella delibera di Giunta n° 605 del 23 dicembre 2010, con la quale si erogano una serie di contributi straordinari per un totale di circa 90.000 euro, che tra i destinatari dei contributi compaiono i Giovani Padani della Val Seriana per l’iniziativa in oggetto». Parole che esprimono sdegno e sconcerto: «è una vergogna. – scrive sul sito Matteo Rossi, consigliere provinciale del Pd – Ancora una volta Pirovano non si dimostra il Presidente di tutti i bergamaschi, ma solo dei leghisti e dei loro amici. In un momento di ristrettezze economiche – continua – i soldi dati ad un’associazione smaccatamente di partito per organizzare una festa della birra sono uno schiaffo in faccia alle realtà associative del territorio che più ne avrebbero bisogno e che si spendono veramente per gli altri».
Una delle quali, appunto, è la biblioteca comunale di Gazzaniga, in condizioni di estremo degrado strutturale. «Sta infatti al buon amministratore verificare se le ditte appaltatrici svolgono bene i lavori. – si legge ancora nella mail di Pegurri – Si tratta in sostanza di verificare se vengono ben spesi i soldi pubblici: “i miei soldi”, come piace dire ai leghisti. Concludendo – scrive ancora con sarcasmo – chiedo alla Giunta Pirovano se si possano trovare i soldi anche per la biblioteca. Per mantenere la coerenza con le decisioni di finanziamento già prese dalla Giunta, si può pensare di mettere una spina per la birra accanto al banco prestiti della biblioteca. In questo modo gli utenti potranno leggere e studiare degustando la bionda bevanda che magari non ha origini celtiche, ma indubbiamente è molto nordica e quindi gradita a leghisti e giovani padani».

dirittodicritica.com

mercoledì 19 gennaio 2011

Perché c’è tanta schiuma sulla birra?

Dipende dalle proteine contenute nella bevanda: l’orzo da cui è tratto il malto è ricco di proteine di grandi dimensioni . Al momento della fermentazione, i batteri ne consumano una grande parte dando origine ad amminoacidi che a loro volta contribuiscono alla formazione delle bolle. In più, il luppolo (altro ingrediente) contiene resine grazie alle quali aumenta la resistenza della membrana delle bolle. Il mosto tratto dall’uva, invece, è poco proteico e non contiene resine: ecco perché la schiuma dello champagne, a differenza di quella della birra, scompare subito.

focus.it

martedì 18 gennaio 2011

Birra: una pinta al giorno fa perdere peso, combatte il diabete e stabilizza la pressione

Una pinta di birra al giorno può servire a perdere peso,contrastare il diabete e tenere a bada lapressione. Contrariamente a quanto si è sempre pensato, uno studio spagnolo dell'ateneo e dell’ospedale di Barcellona, e dell'Istituto di Salute svela come le “bionde” si trasformino in un vero e proprio toccasana per la salute, sempre se non si esagera.

Spesso accusata di portare obesità e danni al cuore, la birra sembra ora addirittura rivelarsi un alleato della dieta. Tutto merito del contenuto di acido folico, vitamine, ferro e calcio, che, stando allo studio spagnolo, diretto dai dottori Ramon Estruch eRosa Lamuela, fanno della fresca bevanda un insospettabilescudo per il sistema cardiovascolare. Tanto più valido considerando che tra i drink la birra vanta un contenuto alcolico tra i più innocui.

Lo studio, che sta aprendo dibattiti mediatici sulle principali testate del Regno Unito (dove la birra al pub è un vero e proprio “must”), è stato condotto su 1.249 volontari sopra i 57 anni d'età. Essi bevevano quantità variabili di birra accoppiandole alla dieta mediterranea, mentre gli scienziati annotavano dosi e varietà di alimenti ed alcolici scelti. Alla fine, gli esperti hanno concluso come il consumo moderato della bevanda non provoca danni e può portare benefici, in maniera simile a quanto registrato per il vino.

Così, i volontari che si limitavano ad una pinta al giorno non ingrassavano: in alcuni casi, erano addirittura dimagriti. Sul tema, l'equipe iberica ricorda come una pinta di birra contenga circa 200 calorie, quanto un cappuccino con latte intero. Inoltre, la "bionda" assunta con moderazione aiutava a gestire gli zuccheri (schermando così dal diabete) e sosteneva la salute cardiovascolare, agendo da metronomo della pressione sanguigna.

Tali conclusioni sono in netto contrasto con il comune sentire. Secondo gli esperti, questi fenomeni sono generati dal fatto che "Soprattutto i britannici, consumano la birra in grosse quantità, accompagnandola il più delle volte a una montagna di patatine fritte e scarso movimento".


newnotizie.it

Birra e salute: la “rivincita delle bionde” arriva dalla Spagna

E’ uno studio tutto iberico quello che riappacifica birre ed estimatori del luppolo fermentato, svelando quasi a sorpresa le numerose proprietà salutari delle bionde.

Dalla prevenzione del diabete ad effetti addirittura dimagranti, la birra è stata fortemente rivalutata grazie alle scoperte di un ateneo di Barcellona, che ha condotto lo studio su 1249 persone tra uomini e donne, oltre i 57 anni d’età.
Ed i risultati sono stati piacevolmente inaspettati.
La birra infatti, grazie al suo contenuto di vitamine, acido folico, ferro e calcio funge da vero e proprio “scudo” per tutto il sistema cardiovascolare.
Non è un caso che la notizia stia venendo accolta con grande entusiasmo soprattutto in Inghilterra, dove le bionde sono per tradizione un piacere irrinunciabile da sempre, figuriamoci adesso alla luce di queste nuove informazioni.
E’ bene precisare, però, che gli effetti benefici della corposa bevanda sono limitati ad una sua assunzione moderata: il quantitativo calorico di una birra è normalmente quantificabile in circa 200 calorie, pressapoco le stesse contenute in un cappuccino con latte intero.
Dunque se in quantità moderate aiuta la dieta, riduce il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, se consumata con troppa frequenza rischia al contrario di gonfiare troppo il ventre, con l’effetto antiestetico della classica “pancia da birra”, e-cosa più importante-l’aumento dell’insorgenza di problemi cardiovascolari dovuti al sovrappeso.
Senza dimenticare che si tratta di una sostanza dal contenuto alcolico, per quanto blando nella maggior parte dei casi, ed è quindi preferibile non abusarne.
Insomma, ancora una volta la scienza della nutrizione e della salute, in questo caso grazie anche alla preziosa collaborazione dell’istituto di salute di Madrid e dell’ospedale Clinic di Barcellona, traccia con ottima precisione i labili contorni che separano gli effetti benefici di una data sostanza da quelli negativi per l’organismo derivanti dal suo abuso.
Ma in questo caso specifico, se già si sapeva a cosa poteva condurre l’abuso di birra in termini di spiacevoli effetti secondari, la novità che vede un bel bicchiere della dorata bevanda integrato in una sana dieta mediterranea come fattore salutare e consigliato saprà soddisfare e far gioire gli appassionati di una delle più note antiche bevande del mondo.
vogliosapere.org

Tiramisù con la birra, ovvero il "birramisù"

di Pino De LUCA (quotidianodipuglia.it)
Quanto state per leggere potrà provocare due reazioni, non necessariamente antitetiche. La prima di rigetto, la seconda di derisione più o meno velata facendo appartenere quanto leggerete all’ampia gamma della “marchetta” nascosta che chi scrive di e(t)no-gastronomia può esser portato a fare. Non contesterò né l’una né l’altra ché non ho voglia di discutere con il
pregiudizio, racconto una storia come sempre e ciascuno pensi di suo, qualsivoglia pensiero non avrà influenza alcuna sulla mia placidità.

Causa la mia passione smodata per l’atavico gusto di tutto ciò che è commestibile o ritenuto tale, mi son ritrovato immerso, ancora una volta, nel mondo della birra. Una lambic che adoro (gueuze Cantillon) mi ci ha riproiettato dentro dopo un paio di anni di assenza. Ritrovato Teo Musso e agganciato l’insuperabile Kuaska che l’età ha reso molto meno scartavetrante, e Roy Paci e Peppe Barretta e Manila Benedetto, il turbine t’avvolge fino a scaraventarti in una esperienza modernissima e d’antico sapoe. Al Modò di Nardò con le sperimentazioni birresche di Raffaele Longo, anima del B94 e giovane salentino Doc. Cosa contraddistingue il salentino Doc in qualunque parte del mondo esso si trovi? Il caffé Quarta. Il caffé Quarta è l’icona del salentino da esportazione, in ogni valigia di studente, emigrato di piccolo o lungo corso, una o più confezioni di caffé Quarta sono obbligo morale.

Orbene, Raffaele ha pensato di coniugare l’ottima birra che produce con il caffé Quarta. Ha tirato fuori due Porter (entrambe con il nome Portresa) contaminate dal caffé, macinato una ed espresso l’altra. A me non piace nessuna delle due, tanto domina la potenza del caffé che stento a riconoscere il concetto di birra. Eppure è come le gueuze, sfido chiunque ad apprezzarle al primo sorso, che già non sputarla la prima volta che si gusta è cosa assai difficile. Son cose che si apprezzano con il tempo, ragionandoci sopra, meditando e rimeditando. L'ho fatto con le Portresa al caffé, e non mi hanno convinto come birre, ma se fate come vi dico appresso ne apprezzerete tantissimo il valore. Se sia merito della birra o del caffé non disputandum est.

Di tre uova andiamo a separare i tuorli dall’albume e quest’ultimo, con un pizzico di sale, montiamolo a neve ferma. Poniamo in frigo la spuma e occupiamoci dei tuorli. Posti, in una capiente terrina, ai tre tuorli si aggiungano tre cucchiai di zucchero e mezzo chilo di mascarpone e si amalgami tutto per bene. Ottenuta una crema morbida si aggiungano delicatamente le chiare montate inglobandole dal basso (basta inclinare la zuppiera, tenere le fruste immerse nella crema e farle girare lentamente mentre si accomodano le chiare superiormente), amalgamato il tutto. Si versa in un piatto fondo della Portresa al caffé espresso a temperatura ambiente, e si bagnino (non troppo) dei savoiardi nella birra e si dispongano a formare uno strato in una teglia. Si ricopra lo strato con la crema e si proceda con un altro strato di savoiardi disponendo sul medesimo il resto della crema. Spolverare il tutto con cacao amaro in polvere e si ponga nel frigo la teglia coperta per almeno tre ore. Lo hanno chiamato “Birramisù” con scarsissima fantasia, io non so come intitolarlo, so solo che mettendo nella birra un po’ di cannella in polvere e una grattata di noce moscata si ottiene un dolce veramente notevole, capace di sollecitare tutto l’apparato papillare, lasciando dominare la nota della dolcezza, senza essere stucchevole. Qui la medesima birra è compagna sicura magari nel primo pomeriggio per una piccolo breack, oppure, a mezza mattina con una di quelle composizioni da bar che chiamiamo “espressino”.

Roma: San Valentino all'insegna della birra

ROMA - Per San Valentino, al ristorante Imàgo, una stella Michelin, o al Palazzetto, sulla scalinata di Piazza di Spagna: “Oro, argento e birra” è il menù proposto dallo chef Francesco Apreda, con piatti preparati con qualità di birra differenti: si comincia con un afrodisiaco shot di birra nera e ostrica piastrata con polvere di pompelmo rosa, per poi passare ad un’insalata di mare e alghe con spuma bianca di asparagi e birra e ai i cappellotti di parmigiano in brodo di tonno e ridotto di doppio malto dorato. Ad esaltare il sapore della triglia con foie gras al tartufo nero e uova di quaglia sarà il gusto della birra rossa ed infine per addolcire il palato verrà servito prima del pane dolce grigliato, blu del Monviso e miele al luppolo; per concludere un particolare tiramisù in boccale, birra speziata e caffè espresso. 

Made in Italy: a Milano e a Roma torna il “Beer festival”

Doppio appuntamento primaverile per l'Italia Beer Festival, la manifestazione itinerante dedicata alla promozione della birra artigianale e di qualità con una particolare attenzione al settore italiano. Nata sei anni fa a Milano, dove ha raggiunto oltre 74.000 presenze in una sola edizione, si è svolta a Roma, Bologna, Alessandria e Torino. Dal 4 al 6 marzo l'IBF animerà i locali del Palasharp di Milano che per la prima volta ospiteranno questa kermesse di richiamo nazionale. Sarà invece Villa Piccolomini a Roma ad accogliere dal 15 al 17 aprile il "popolo" della birra che animerà la terza edizione dell'evento romano. Nuove e più grandi location dunque, vista la crescente affluenza, per le due tappe più gettonate dell'unico evento italiano interamente dedicato al mondo dei microbirrifici artigianali in cui si organizzeranno laboratori, corsi di degustazione per neofiti condotti da ADB, laboratori di abbinamento cibo/birra (iscrizioni su www.degustatoribirra.it) e sarà possibile assaggiare centinaia di birre proposte dai birrai presenti. 

venerdì 14 gennaio 2011

Lo chef Massimo Bottura sceglie Birra di Parma

Massimo BotturaIl noto chef è rimasto affascinato dal gusto del nuovo prodotto di Cantine Ceci, realizzato in collaborazione con Leonardo Di Vincenzo, e lo ha scelto per il suo ristorante “La Francescana” di Modena Massimo Bottura, considerato uno dei migliori Chef al mondo, ha scelto Birra di Parma, Oro e Bronzo, per il suo ristorante “La Francescana” di Modena.

Il cuoco stellato di fama internazionale è rimasto subito affascinato dal gusto della nuova birra artigianale firmata Cantine Ceci, realizzata in collaborazione con Leonardo Di Vincenzo del Birrificio del Borgo, con i lieviti del Lambrusco. “Mi sono piaciute subito – afferma Bottura - mi ha colpito la loro originale semplicità e la grandissima piacevolezza.

chefdicucinamagazine.com

42 birre in 17 ore, multato un casino australiano


13 Gennaio 2011
 
Il teatro della vicenda è il Casino Star City di Pyrmont in Australia, multato dalle autorità locali per aver servito ad un cliente una quantità di alcol eccessiva rispetto a quella consentita dalla legge. Secondo le norme in vigore i locali possono servire un massimo di 1 birra in un’ora; questo signore, impegnato in una partita a poker, si è bevuto circa 42 birre in meno di 18 ore.
Nessuno in apparenza si è accorto dello stato di ubriachezza dell’uomo; né i camerieri che lo hanno servito, né il personale addetto alla sala che ha dichiarato come i giocatori di poker, a differenza di quelli che si dilettano in altri giochi come la roulette, siano abilissimi a nascondere i loro stati emotivi o fisici.
Sembra infatti che l’uomo sia stato capace di dissimulare un comportamento assolutamente sobrio sia durante la partita, sia nei momenti di pausa, almeno fino alle 7 della mattina, quando lo stato di ubriachezza è stato rivelato da un malore. L’uomo è stato soccorso, ma il famoso casino ha ricevuto una multa di 10.000 $ per l’assenza dei controlli durante la partita; i tre camerieri, infatti, non hanno segnato le consumazioni del cliente e dopo l’avvicendamento per il cambio di turno, se ne sono perse le tracce.
La legge australiana è posta a tutela dei giocatori, in modo da non permettere a chi si trovi in uno stato mentale alterato di partecipare ai giochi, sia che si tratti del poker, sia che si tratti di altri giochi, come le slot machinemaggiormente improntati al caso. Oltre la multa il casino ha deciso di licenziare i tre dipendenti ed ha diramato una nota nella quale si legge: “il giocatore in questione è un abile pokerista. Quest'uomo ci ha bluffato!”

tellusfolio.it

mercoledì 12 gennaio 2011

A martin si produrrà nuovamente birra


La società Sawpi intenderebbe costruire una mini-birreria Martpils a Martin per servire il mercato regionale e nazionale.

L’impianto, di nuova generazione e recentissima progettazione, dovrebbe produrre circa 6.000 ettolitri di birra all’anno.
La fabbrica precedentemente esistente nel paesino è stata infatti chiusa nel 2003, su decisione della Heineken group, che adesso produce la birra di marca Martin nel suo nuovo impianto di Hurbanovo.


Leggi l'articolo originale: A martin si produrrà nuovamente birra | La Voce della Slovacchia http://www.lavoce.sk/18034/2011/01/12/imprese/a-martin-si-produrra-nuovamente-birra/#ixzz1ArOaMh7N

Heineken punta all'Africa: acquistate fabbriche in Nigeria



(Teleborsa) - Roma, 12 gen - Heineken espande la sua presenza in Africa. Il gruppo, terzo produttore mondiale per la produzione di birra ha annunciato di aver acquistato partecipazioni di controllo in cinque fabbriche di birra nigeriane. L'acquisto fra cui figurano due società holding del Gruppo Sona consentirà di aumentare la capacità produttiva di Heineken di 3,7 milioni di ettolitri.

Archeo-hooligans: fiumi di birra e vandalismi rituali sulle Ande, prima degli Incas


Secondo una recente scoperta archeologica il Wari, un antico popolo che abitava le Ande prima degli Inca, prevedeva un curioso rituale: grandi bevute e teppismo scatenato. Il perché rimane ancora un mistero.
A chi non piace la birra! Questo armadillo (Dasypus novemcinctus) fotografato in Texas (USA) se la scola dalla bottiglia. I popoli preincaici la utilizzavano per rituali molto originali.
A chi non piace la birra! Questo armadillo (Dasypus novemcinctus) fotografato in Texas (USA) se la scola dalla bottiglia. I popoli preincaici la utilizzavano per rituali molto originali.
Un ricco e famoso colto in stato di ubriachezza molesta dal paparazzo di turno è destinato a finire sulle copertine di tutte le riviste di gossip, con danni all'immagine facilmente prevedibili. Ma mille anni fa le cose erano un po' diverse: un team di archeologi ha infatti trovato sulle montagne del Perù le tracce di un rituale secondo il quale notabili dell'epoca, dopo essersi scolati ingenti quantità di una specie di birra forte e speziata, davano fuoco ai locali e alle attrezzature utilizzate per la fermentazione, e spaccavano le tazze utilizzate per bere tra le fiamme.
Vandalismi rituali. Non si trattava di un atto vandalico fine a se stesso, bensì di un cerimoniale durante il quale gli Wari, un popolo predecessore degli Inca, distruggevano i luoghi sacri prima di abbandonare i propri villaggi. La singolare scoperta è stata fatta da un gruppo di archeologi dell'Università della Florida, sulle Montagne del Cerro Baùl, dove, attorno al 600 d.C. questo antica civiltà aveva edificato un villaggio agricolo.
Costruito per ragioni esclusivamente politiche, il villaggio venne abbandonato attorno all'anno 1000. Gli edifici pubblici, i templi e i locali per la fermentazione vennero distrutti prima della partenza.
Tutti al rave. La cerimonia finale fu una specie di festa che culminò in un enorme rogo. Tra le rovine del birrificio sono state trovate spille di delicata fattura che testimoniano come la produzione della birra fosse un compito delle donne aristocratiche. La bevanda era ottenuta dalla fermentazione di germogli di grano cotti, chiusi per circa una settimana in giare da 150 litri, e successivamente speziati con pepe.
Il rituale prevedeva che i partecipanti, a seconda della posizione sociale, bevessero da boccali di diversa grandezza: da circa mezzo litro a quasi due litri di capacità. Alla fine della cerimonia veniva appiccato il fuoco, i boccali venivano gettati tra le fiamme, e sulle ceneri del rogo venivano deposte collane e braccialetti.
Molti sono ancora i misteri che circondano il popolo Wari: perché nei dintorni del villaggio non c'è traccia di luoghi di sepoltura? Forse che la birra facesse davvero bene alla salute?

focus.it

martedì 11 gennaio 2011

«Questa birra non la pago» e minaccia la proprietaria del bar. Arrestato

CONVERSANO (9 gennaio) - «C'è qualche problema? Io non pago a nessuno, altrimenti rompo tutto quello che sta nel negozio». E' la minaccia rivolta da Vitantonio Schiavone, di 32 anni, alla titolare di un bar di Conversano che gli aveva servito da bere.
L'uomo, uscito dal bar, è andato in un vicino supermercato dove ha tentato di rubare il cellulare alla cassiera. Non ci è riuscito grazie all'intervento di alcuni clienti ed è quindi ritornato nel bar dove ha preteso un'altra birra gratis. Qui però, è stato bloccato ed arrestato dai carabinieri che erano stati avvertiti da una chiamata al 112. E' accusato di tentato furto aggravato ed estorsione.


quotidianodipuglia.it

Fine febbraio: a Rimini la più importante fiera italiana sulla birra

Dal 19 febbraio a 22 febbraio 2011 la futuristica Fiera di Rimini ospita una delle esposizioni più attese sul territorio: Pianeta Birra - Beverage & Co.

Pronta ad accogliere gli addetti ai lavori, gli operatori nonchè gli appassionati e interessati al settore, Rimini come di consueto si presenta la località ideale per accogliere esperienza, modernità e innovazione.

Organizzata da Rimini Fiera S.p.A., Pianeta Birra - Beverage & Co si staglia sul territorio Europeo come una della manifestazione più importati nell'ambito del ristoro e del Beverage.

In mostra dunque attrezzature, allestimenti, arredamenti per bar, pub, birrerie, enoteche e per tutte le location dedicate al ristoro e allo svago. 

All'interno della manifestazione di risonanza internazionale, le migliaia di proposte relative a bevande, birre, snack si accostano a soluzioni nuove provenienti dal mondo del gusto, del Tasting Experience, con appuntamenti mirati e rivolti al food & drink.

La custodia per iPhone che fa anche da apribottiglie


Siamo sorpresi che nessuno ci abbia mai pensato prima. La custodia per iPhone iBottle combina due degli strumenti più usati dal maschio moderno, il cellulare e l’apribottiglie per la birra: almeno così saprete sempre dov’è il vostro telefono, anche quando bevete…
gizmodo.it

venerdì 7 gennaio 2011

Nata pure la birra "Corleone"

7 gennaio 2011 - È nata una nuova birra artigianale e si chiama Corleone. Chiara, doppio malto e maturata in botti di rovere. È fatta da Siciliani, ma prodotta in Piemonte.
L’idea è venuta a tre fratelli corleonesi insieme ad un cugino che vive in Piemonte. ”L’idea di produrre una birra – dice Marilena Sparacio a Cronachedigusto.it – è nata nell’ aprile scorso. Abbiamo iniziato a fare pubblicità nella zona di Corleone e poi ci siamo allargati alla provincia di Catania”.
La birra Corleone si trova in una trentina di locali di Palermo, tra pub, ristoranti e bar, in una quarantina nei comuni attorno a Corleone e in 4 locali di Catania.



Previsioni in ribasso per Carlsberg

Finanzaonline.com - 6.1.11/14:56

Saranno gli alcolici a guidare i rialzi nel settore delle bevande. Ne è convinto Citigroup che prevede una domanda in crescita nei mercati emergenti, soprattutto in Cina e India. In quest'ottica, il broker statunitense ha avviato la copertura sulla francese Pernod-Ricard con rating buy e target price 85 euro. "Pernod-Ricard presenta la maggiore esposizione in questi due mercati emergenti di ogni altro gruppo europeo", spiegano gli analisti nella nota odierna. Giudizio positivo, al gradino buy, anche per l'inglese Diageo, con prezzo obiettivo fissato a 1.430 pence.
Meno attraente la birra. Citigroup ha avviato la copertura sulla danese Carlsberg con un giudizio hold, in quanto "l'aumento dei costi insieme e una forte competizione sui prezzi da parte della Russia" potrebbe penalizzarla. Riescono invece a guadagnare comunque un rating buy la belga AB-InBev, l'olandese Heineken e la britannica SabMiller.

giovedì 6 gennaio 2011

E in Inghilterra le cose non vanno meglio: la pinta diventa più piccola a causa della crisi

Anche la birra vittima della crisi: Il governo autorizza i pub a diminuire la dimensione dei boccali per venire incontro alle tasche dei consumatori

LONDRA  -  "Una pinta". Non c'è mai stato bisogno di aggiungere altro, nei pub inglesi, per ordinare da bere: era chiaro a che cosa ci si riferiva. Al massimo il barista dietro il bancone chiedeva di specificare il tipo di birra desiderato: chiara, scura, amara, schiumosa. Ma adesso le cose cambiano: il governo britannico ha deciso di mettere fine a 300 anni di storia e tradizione, autorizzando gli esercizi pubblici a ridurre le dimensioni dei boccali in cui viene servito il drink alcolico più amato, e più bevuto, dai sudditi di Sua Maestà.

Non più necessariamente una pinta, pari a 568 millilitri, lo standard introdotto da un atto nel parlamento nel lontano 1698 per la vendita di birra e sidro nei locali pubblici. I nuovi bicchieri, già popolari in Australia dove sono chiamati schooner, saranno da 400 millilitri.

Estratto da repubblica.it

mercoledì 5 gennaio 2011

In dieci anni la media al pub da 4mila lire a 4 euro



Una birra media nei pub del Nord Italia costa circa 4 euro, contro le 4 mila lire di dieci anni fa. Chi torna da una vacanza in Meridione solitamente sottolinea la differenza di prezzi rispetto alla nostra provincia: al sud la stessa birra media può costare 2 euro e mezzo, che invece da queste parti è il prezzo di una “piccola” o di una coca-cola. Dieci anni di euro e il costo della vita è praticamente duplicato. La naturale inflazione ha certamente fatto la sua parte, ma sono stati soprattutto gli arrotondamenti dettati dal cambio lira - euro ad incidere sul portafogli. Le statistiche nazionali lo negano, probabilmente perchè la media è drasticamente abbassata dai prezzi ancora praticati in altre zone d’Italia.


ilsecoloxix.it

martedì 4 gennaio 2011

Perché si dice “a tutta birra”?


In passato la birra veniva assunta anche come sostanza energetica: i carrettieri, per esempio, ne davano un po’ anche ai loro cavalli prima di affrontare la parte più difficile del percorso. Ancora adesso, nell’alimentazione del cavallo sportivo, per aumentarne le prestazioni, si consiglia di aggiungere alla normale razione anche del lievito di birra.

focus.it

AAA birra cercasi in Pennsylvania

Fabrizio Tonello, veneziano, professore di Scienza dell'opinione pubblica al Bo, è arrivato in Pennsylvania da qualche giorno. Starà all'Università di Pittsburgh sei mesi in qualità di Fulbright Visiting Professor al dipartimento di storia. Questa è la prima lettera che ci invia, il surreale racconto di un pomeriggio passato cercando di acquistare una qualsiasi forma di bevanda alcolica:
Il supermercato Giant Eagle di Pittsburgh è molto istruttivo. Qui non c'è la birra, né la tequila, né il vino. Secondo il giornale locale, il Pittsburgh Tribune, in Pennsylvania tutti i negozi di alcolici sono un monopolio statale ma forse ho capito male l'articolo, che era un po' confuso. E invece no, è proprio così. Ce ne sono 730 e ogni Wine and Liquor Store è statale, più statale di quanto fossero statali i magazzini GUM sulla Piazza Rossa all'epoca di Breznev.

blog.JPG
Come nei negozi brezneviani, c'è la vodka come se piovesse; sì, nel paese del whisky trovo un muro di vodka: alle pere, al lampone, al mandarino, al limone, al ribes nero, la lampone, alla pesca, al pompelmo. C'è perfino la vodka al mango e pepe nero. E, naturalmente, tutte le marche sono presenti: Absolut, Stolichnaya, Smirnoff, vodke polacche, lituane, bulgare, finlandesi  Se invece uno vuole un whisky si trova davanti pressappoco l'assortimento che c'è in una salumeria di Trebaseleghe. Il bourbon non lo tengono (siamo a nord della linea Mason-Dixon, quella che divideva gli stati schiavisti dagli altri). Se uno sta leggendo un romanzo di Claude Izzo ambientato a Marsiglia e vuole bersi un bicchiere di Lagavulin meglio che prenda l'aereo per la Scozia.
Facciamo un rapido calcolo: la Pennsylvania è uno stato di 120.000 chilometri quadrati, cioè grande come tutta l'Italia dal Brennero a Firenze. Ci sono 730 negozi di vini e liquori, non uno di più non uno di meno, naturalmente chiusi la domenica e in tutte le feste comandate. Se provate a distribuire circa settecento negozi da Trieste ad Aosta e da Bolzano a S. Gimignano vi accorgete che forse a Milano ce ne sarebbero una decina, a Torino, Bologna e Firenze tre o quattro, a Padova, Trento e Ancona probabilmente uno. In tutti i piccoli paesi dovrebbero distillarsi la grappa in casa (che del resto è quello che si è sempre fatto in Pennsylvania dal 1787 ad oggi).

Al supermercato non vendono alcolici, nemmeno la birra, bisogna accontentarsi di un distributore di vino che per funzionare esige le seguenti cose: inserimento della patente nell'apposita fessura, in modo da verificare che abbiate passato il 18° compleanno da almeno un paio di minuti. Possesso di una carta di credito. Non basta: l'ingegnoso apparecchio richiede al potenziale ubriaco di guardare in una telecamera incorporata e ha anche un apposito breath-analyzer, l'equivalente del palloncino della nostra polizia stradale, per controllare che non abbiate bevuto una birra prima di comprare una bottiglia di vino.
corrieredelveneto.corriere.it

Quando a bere birra sono i bambini

Egregio direttore, è un pomeriggio di una domenica come le altre, fredde e grigie e decido con mia moglie di andare una volata al centro commerciale di Gavirate per comprare giusto due cose per la serata.
Dopo un ora di spintoni, spallate e imprecazioni, con il pensiero fisso del tipo “giuro che questa è l’ultima volta…” usciamo e ci incamminiamo verso il parcheggio. Noto sulla mia destra un ragazzino (giuro avrà avuto si e no dodici anni) con una maglietta a maniche corte insieme a due bambini ancora più piccoli (nove/dieci anni).
Mentre mi chiedevo se non avesse freddo ecco che mi arriva un pugno nello stomaco. Si, proprio un pugno, perché quel ragazzino si stava scolando una bottiglia di birra…..
Sia io che mia moglie rimaniamo impietriti e, smarriti ci guardiamo in giro per vedere se lì vicino c’erano i genitori. Niente. Confesso che avrei voluto fare qualcosa, ma cosa? Sgridarlo? Chiedergli dove erano i suoi genitori?Avvisare i vigili o i carabinieri? Ma cosa cavolo ci fanno tre bambini in giro da soli la domenica in un centro commerciale?...Ma dove cavolo sono i loro genitori?!
Alla fine purtroppo ce ne siamo andati via, come tutti gli altri, facendo finta di non vedere,nella completa e triste indifferenza,ma con il grande rimorso di non aver saputo cosa fare.
E ancora adesso sto male.


varesenews.it

venerdì 31 dicembre 2010

Ancora sul bicchiere di birra che si riempie dal basso

Dal calderone Internet un articolo "moooolto" accurato e competente... Giusto per farsi due risate. Invasioni di locuste, piogge sanguigne: tutta roba sorpassata. Per loro la vera "piaga" e la schiuma della birra...



il macchinario
Gli amanti della birra ne saranno felici. Grazie a questo macchinario e a degli speciali bicchieri "bottoms up", è possibile versare la birra da sotto. Un'invenzione che potrebbe rivoluzionare il modo di versare la birra. Questa permette di riempire il bicchiere in pochi istanti e con molta precisione, evitando il formarsi della "solita" schiuma in eccesso, vera e propria piaga per chi ama bere la birra alla spina
Da leggo.it