mercoledì 14 dicembre 2011

La birra che ti salva dalle foto da sbronzo

Il prodotto di una mente malata, ma al tempo stesso geniale...


12 dicembre 2011
Scena tipica: siete a una festa o più semplicemente al bar. Vi state divertendo e avete cominciato a bere qualche drink. Uno, due, tre, quattro. A un certo punto arriva il tipico amico che non sa cosa fare e tira fuori la fotocamera, tutto preso dall’estasi creativa.
IL SECCHIELLO ANTI-FOTO – Giustamente l’estasi creativa si traduce in un bell’album su facebook, con tanto di taggate e commenti del tipo: “Ehi, grande! Con la mano destra tieni la birra, e con la sinistra uno shot di tequila”. Il problema è che queste foto godone non sono solo simpatici momenti di ilarità nella vita di ognuno di noi, ma anche pericolose armi che, sottoposte a sguardi sbagliati,potrebbero procurarci qualche grattacapo. Come poter evitare l’imbarazzante intromissione del fotografo di turno, quindi? Come salvaguardare privacy, matrimonio o magari lavoro? La birra argentina Quilmes ha la risposta: si tratta di Norte, una sua nuovissima pilsner, la cui grande peculiarità è difendere i segreti delle vostre notti da leoni grazie a un cestino che protegge dalle foto. E come fa? Semplice. Il cestino viene attivato dalla lampadina dell’autofocus della macchinetta, ovvero quella spia arancione che lampeggia poco prima di una foto fatta in ambienti poco illuminati. A quel punto il “porta birra” emette un flash il quale, combinato con quello della macchinetta, sovraespone la fotografia, rendendola totalmente bianca.
PROTEZIONE – E’ vero, sembra una trovata pubblicitaria, ma la Quilmes garantisce che si tratta di un prodotto reale, opportunamente testato e perfettamente funzionante. Che si sia trovata la kriptonite per tutti coloro che fanno foto e le pubblicano su internet senza preoccuparsi di un’eventuale scrematura? Siamo finalmente liberi?
giornalettismo.com

martedì 13 dicembre 2011

Biofuel: da birra e whisky il carburante del futuro

(Rinnovabili.it) – Sono numerosi i centri di ricerca che stanno studiando la possibilità di generare biocarburanti dagli scarti della produzione di bevande alcooliche come sidro, whisky e vino. Sulla scia di alcuni successi l’Università di Cadice ha deciso di valutare la possibilità di produrre biofuel, alimenti funzionali e cosmetici dagli scarti della produzione della birra.
“Dobbiamo capitalizzare qualcosa che fino ad oggi non aveva alcun valore commerciale e veniva usato principalmente come mangime per bovini e ovini” ha dichiarato il ricercatore che partecipa al progetto José Manuel Igartuburu che, assieme all’ingegnere chimico Carlos López Fernández, ha lavorato allo sviluppo del brevetto che forse disegnerà un nuovo destino per la bagassa, sottoprodotto derivato dalla fabbricazione della birra attualmente da gestire e smaltire, con costi notevoli per le industrie che per questo vedono di buon occhio una soluzione alternativa di smaltimento dei sottoprodotti.
Il passo successivo consisterà nella realizzazione di un impianto di pilota localizzato nelle immediate vicinanze di una fabbrica di birra, in modo da riuscire a lavorare due diversi prodotti. Il primo consiste in una sostanza grassa, un olio derivato dalla bagassa mentre il secondo è una sostanza composta principalmente da zuccheri “il cui contenuto di acqua sarà differente a seconda dell’utilizzo finale come la produzione di biocombustibile, o con l’aggiunta di zuccheri per la produzione della stessa birra, in modo da chiudere il cerchio della produzione in positivo” ha aggiunto Igartuburu concludendo “il processo che abbiamo disegnato per essere efficace necessita di un minimo tenore di lipidi e zuccheri compreso rispettivamente tra il 5 e il 20%”. Costruendo questi impianti accanto ai birrifici potremo sfruttare i rifiuti per la produzione di biocarburante eliminando il problema del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti, soluzione che potrebbe essere applicata anche alle fabbriche di whisky.

Una birra (e una birraia) "Indomabile"


Terasa Latini con la sua bitta (Foto Traditi)
Terasa Latini con la sua bitta 
Osimo (Ancona), 9 dicembre 2011 - Teresa Latini è giovanissima (23 anni appena compiuti), proprio come la sua nuova attività, inauguarata ai primi di settembre: una piccola azienda dove produce una birra artigianale, 'l’Indomabile' che ben descrive lo spirito dell’iniziativa.

Come le è venuta l’idea? "Mentre frequentavo l’Università a Reggio Emilia, indirizzo marketing, ho scoperto la passione per la birra. In Emilia tra i ragazzi è diffusa la pratica di prodursi birra artigianale in casa, rappresenta un momento per stare insieme all’insegna dell’allegria e della condivisione. Immaginate poi l’entusiasmo nello scoprire che questo straordinario prodotto fu 'inventato' da una donna, intorno al 5000 a.C. Tra i popoli germanici la birra faceva addirittura parte della dote matrimoniale".

E’ stato difficile avviare l’attività?
"Sono cresciuta a Osimo, in mezzo ai grani (i genitori sono i noti produttori di pasta, Carlo e Carla Latini, ndr), e i miei mi hanno molto incoraggiata in questa nuova avventura che si avvale anche del loro know how. Così, insieme a mio fratello Michele (socio al 50%), abbiamo avviato una joint venture con un’azienda di Apecchio, il birrificio artigianale Amarcord, perché crediamo molto nella strategia di rete".
 
Perché questo nome? "Innanzitutto per italianità: noi italiani siamo indomabili, siamo i numeri uno in tanti settori, al centro della cultura del mondo. E poi per la mia storia personale: sono uno spirito libero, esuberante, indipendente. E questa è anche la storia della nostra famiglia: come piccoli produttori siamo ancora qui nonostante tutto senza essere stati contaminati dalle multinazionali".
 
ilrestodelcarlino.it

Austria, calo nel mercato della birra



La buona atmosfera che circondava il mercato della birra sembra essere scomparsa. Oggi, tra i birrai. c’è una forte preoccupazione di un possibile calo delle vendite che possa raggiungere anche il 5%. Questi sono i risultati di un’indagine effettuata recentemente.
Nei ristoranti si prevede una diminuzione delle vendite, mentre nel commercio al dettaglio si prevede un aumento, soprattutto nel settore del discount. Rimane comunque il problema della determinazione dei prezzi da parte della GDO, particolarmente forte in Austria.

Lo sviluppo di nuovi prodotti sembra essenziale per frenare il trend negativo. Molti produttori hanno anche l’intenzione di investire in nuove installazioni. Continua comunque la tendenza verso l’acquisto di prodotti con imballaggi monouso.


Fonte: ICE

venerdì 9 dicembre 2011

Nasce in Alta Valsassina lo shop on line della birra di qualita'

E' on line ma ha anche una sede fisica (a Casargo) Birrashopping, il nuovo sito che mette in vendita centinaia di grandi birre - ma non solo. Il progetto è curato da tre amici, tutti residenti in Valsassina (Lecco).

L'idea di Birrashopping nasce alla fine del 2009 dalla mente di tre amici d'infanzia, appassionati di birre ma anche di nuove tecnologie: Gabriele Silvestri cuoco diplomato all'istituto alberghiero C.F.P.A. di Casargo, attualmente gestore del Bar Tuning Cafè a Casargo e Homebrewer da più di 10 anni; Luca Triacchini titolare della DaTrik Solutions, azienda informatica che da 2001 si occupa di consulenza informatiche e realizzazione di siti ed applicazioni web; Andreas Brugoragrafico pubblicitario freelance, si occupa di progettazione grafica e web design, collabora con Datrik Solutions ed altre aziende del settore.

Birrashopping più che un semplice sito di vendita di birre online vuole essere un "locale on-line", dove i clienti possono chiedere consigli, fare domande e conoscere i prodotti esattamente come se fossero in una birreria o in un pub.

valsassinanews.com

Birra: "programmare" le donne con una pubblicità



Da ninjamarketing.it


Oggi vi proponiamo una curiosa campagna di qualche anno fa che ancora oggi riesce a suscitare perplessità e interrogativi. Eravamo nel 2003 e la birra canadese Molson puntava ad una strategia di comunicazione davvero particolare.
La campagna venne diffusa sviluppando due diversi annunci stampa: il primo, raffigurante un bel ragazzo che coccola dei cuccioli, venne pianificato su magazine e giornali il cui target era fondamentalmente femminile;il secondo, pianificato su giornali il cui pubblico era maschile come FHM e Playboy, affermava esplicitamente che il primo annuncio era stato ideato per agire psicologicamente sulle donne e portarle a provare attrazione per gli uomini che bevono Molson.
Un po’ come i cani di Pavlov insomma, le donne avrebbero automaticamente associato alla birra e a coloro i quali la bevevano la mascolinità dolce e comprensiva del ragazzo dell’annuncio.



Molte donne si sono sentite estremamente offese da questo tipo di annuncio ma ritengo che l’errore fondamentale sia nell’interpretazione della campagna. Cosa ci fa credere che sia stata ideata sia per il pubblico femminile che per quello maschile?La pianificazione sui giornali per sole donne?
Io credo al contrario che il testo del secondo annuncio dimostri che la reale intenzione dell’azienda fosse quella di utilizzare lo storytelling come mezzo per incuriosire i potenziali e gli attuali consumatori, che non necessariamente si configurano come uomini rudi la cui unica esigenza è placare i propri istinti. Al contrario credo che leggendo quest’annuncio molti di noi uomini si siano fatti una grassa risata sentendo parlare di una fantomatica “Twin Advertising™ Tecnology” o della nostra irrefrenabile voglia di spendere soldi in cerchioni per l’automobile.
Insomma quest’annuncio non offende l’universo femminile più di quanto non faccia con quello maschile. 

mercoledì 7 dicembre 2011

Trovata la formula della birra perfetta

birra_perfetta
Forse Homer, protagonista del cartone animato cult “I Simpson”, può accontentarsi di una birra qualsiasi, per riempire le serate e fare da contorno all’immancabile partita in TV. Al Trinity College però c’è un gruppo di fisici che ha deciso di prendere le cose molto sul serio, anche da questo punto di vista. È così che nasce la ricerca della birra perfetta.
Molti appassionati bevitori però, a questo punto, drizzeranno le orecchie e storceranno il naso. In che senso, infatti, si può parlare di perfezione a proposito di una materia per sua natura così opinabile come la qualità di una birra? A questo proposito, gli scienziati forniscono una definizione chiara: a loro giudizio una birra è tanto migliore quanto più le bolle che ne costituiscono la schiuma sono di dimensione simile e quanto più la configurazione delle bolle stesse si avvicina a quella a energia minima.
In termini geometrici, ciò rappresenta il miglior compromesso tra la superficie totale delle bolle e la loro stabilità. Perfezione intesa dunque proprio come stabilità, in un certo senso anche come simmetria. A seguito degli esperimenti di Weaire e Phelam (supportati da Gabbrielli, fisico dell’Università di Trento e Brakke, dell’Università della Pensylvania) è stato possibile realizzare una miscela che si avvicina maggiormente al limite di perfezione teorica così tratteggiato.
Una nuova birra dunque, sempre più perfetta, frutto di ricerche minuziose ed elaborate. Anche per ricordarci quanto numerose e variegate possano essere le forme di applicazione dell’intelligenza, come a rappresentare plasticamente una delle numerose possibili transizioni da un momento di divertimento e convivialità a riflessioni profonde, per nulla banali. Con un occhio a Homer e uno alla scienza, tra un sorso e l’altro.
nextme.it

Vietnam: festa della birra... con grigliata di cane

giornalettismo.com
Cani grigliati serviti sui vassoi, un’immagine scioccante per noi occidentali ma che rappresenta invece un boccone prelibato per i gusti orientali. Ad Hanoi, la capitale del Vietnam, le persone esultano quando vedono arrivare le portate con i cani: o intero, oppure solo la sua testa, dalla quale vengono staccate le orecchie, unica parte che viene mangiata del capo.
CARNE DI CANE – Bild propone un reportage che mostra come sono serviti i cani grigliati in una festa popolarissima di Hanoi, la loro festa della Birra, dove ogni giorno arrivano almeno 30 mila visitatori. Tutti entusiasti di bere e di mangiare gli snack adatti, ed uno dei più ricercati ed apprezzati è proprio il cane alla griglia. I denti ancora digrignati, le gambe attaccate, quello che era il miglior amico dell’uomo diventa un piacere per lo stomaco, almeno vietnamita. Almeno questo raccontano le immagini pubblicate.

martedì 6 dicembre 2011

Usa: Dopo 130 anni si torna a bere a Medice Lodge, culla della Lega per la Temperanza

Nel piccolo paese al centro del Kansas iniziò la sua battaglia contro i liquori Carry Nation che armata di ascia irrompeva nei bar per sfasciare bottiglie e botti di birra e wiskey. Divenne presto una figura leggendaria, anche perché era alta 1.80 e pesava 79 chili. Riuscì a imporre all'intera contea il divieto di vendita di alcolici, durato fino ai nostri giorni



Per anni ha terrorizzato baristi e commercianti di liquori, che temevano di trovarsela davanti armata della inseparabile ascia, pronta a sfasciare barili di birra e wiskey. Fino a entrare nella storia del West. Ora esattamente a 100 anni dalla sua morte Medicine Lodge, la città dove mosse i primi passi la sua Lega per la Temperanza, rinnega Carry Amalia Nation, consentendo la vendita di alcol. Anche se solo al sabato sera, escluso quello che precede la domenica di Pasqua.
Carry Nation è un figura mitica del vecchio West, quanto Buffalo Bill o Calamity Jane, un ingresso nella leggenda dovuto alla sua battaglia contro l'alcol ma anche alla sua stazza da mediomassimo: 1.80 di altezza per 79 chili. Nata nel 1846 a Garrard County nel Kentucky, a 21 anni sposò un medico da cui si separò l'anno dopo, a causa dei suoi problemi con l'alcol. Questa tragica esperienza, unita a una fede religiosa al limite del fanatismo «Sono il bulldog del Signore, che lo segue abbaiando a tutto quello che Lui disapprova», la spinse a intraprendere una battaglia senza quartiere contro birra e wiskey. Iniziando la sua crociata proprio da Medicine Lodge, cittadina nel bel mezzo del Kansas dove si era trasferita con il secondo marito.
Ben presto divenne famosa in tutto il Kansas, ma anche nel vicino Missouri, come fondatrice, capo carismatico e trascinatrice della Lega per la Temperanza. Un movimento di sole donne che diede vita a una guerra senza quartiere all'alcol. Diventando ben presto il terrore di tutti i baristi e commercianti di liquori che temevano di vederla comparire armata della inseparabile ascia con cui sfondava i barili di birra e whiskey. 

Classe, politica, birra: Socrates era diverso dagli altri

lastampa.it

Socrates insieme ad Antognoni ai tempi della Fiorentina

L'ex compagno alla Fiorentina:
«Nello spogliatoio era rispettato»


Antognoni, si dice che Socrates scelse la Fiorentina nonostante la sua presenza ingombrante a centrocampo.
«Il valore del giocatore era indiscusso. Io, a causa di un infortunio, fui costretto a vivere quella stagione dall’esterno, ma con lui instaurai un ottimo rapporto. Nello spogliatoio era molto rispettato, la sua scomparsa mi ha colpito».

Arrivò in Italia a 29 anni, nel pieno della maturità calcistica. Eppure non riuscì ad ambientarsi. Perché?
«Il campionato italiano gli riservò non poche difficoltà. Ma anche qui da noi ha lasciato qualcosa di positivo. Restò nel nostro Paese un solo anno: troppo poco per mostrare il suo valore».

Socrates era eccessivo in campo e fuori. E’ la definizione giusta?
«La mentalità brasiliana è particolare, ma molte cose erano un po’ travisate ed esagerate nei suoi confronti. E’ vero che amava bere birra e parlare di politica, era diverso dagli altri. Un personaggio vero, sopra le righe, con le sue metodologie, il suo tenore di vita, le sue idee».

E quando aveva il pallone fra i piedi?
«Era un autentico campione, dotato di classe sopraffina e di grande carisma».

Quale immagine ha impressa di Socrates?
«Italia-Brasile del Mondiale ’82 è il ricordo più speciale. Segnò il gol dell’1-1. Ma alla fine vincemmo noi».

venerdì 2 dicembre 2011

Heineken freschissima, non pastorizzata e senza Co2 aggiunta, ma solo entro 250 km da Bergamo

Concepito per i migliori locali specializzati nel servizio di birra alla spina, Cellar Beer System è uno speciale sistema di spillatura della birra che permette di servire una Heineken freschissima, non pastorizzata e senza Co2 aggiunta, ad una temperatura ideale.
Cellar Beer System è un servizio offerto ai locali collocati a una distanza massima di 250 km dal sito produttivo di Comun Nuovo e caratterizzati da elevate potenzialità di consumo (requisiti minimi di consumo di 20 ettolitri al mese).
Questo innovativo sistema prevede un’efficiente gestione della “catena del freddo”: la birra lascia il birrificio Heineken di Comun Nuovo (Bergamo) e, attraverso due cisterne in grado di contenere950 litri di birra installate all’interno di una cella frigorifera, viene consegnata direttamente ai locali, senza processi intermedi di stoccaggio.
monopoli.info

L'ultimo viral video della Carlsberg: la birra per il divertimento, contro i pregiudizi

designerblog.it



“Probabilmente la migliore birra del mondo” è il pay off della Carlsberg, ovvero come argutamente si descrive nelle sue campagne pubblicitarie da una quarantina d’anni, grazie al contributo creativo della arcinota agenzia creativa Saatchi & Saatchi.
L’azienda è una delle marche di birra più famose al mondo, prodotta localmente in 80 siti, in quasi 50 paesi, sempre più forte grazie a varie acquisizioni e collaborazioni con altre aziende come la Heineken.
Tuttavia non è giunta a tanta popolarità senza ricorrere a sapienti campagne pubblicitarie, come infatti sappiamo se solo ne ricordiamo alcune, oltretutto politicamente poco corrette, e per questo di forte impatto.





giovedì 1 dicembre 2011

Inflazione: birra, la più penalizzata

Tempi duri per gli amanti del luppolo: la birra spinge l'inflazione
„



Il novembre che sta volgendo a conclusione è stato un mese difficile per gli estimatori del malto e del luppolo. Oltre ad evidenziare come negli ultimi 30 giorni il tasso tendenziale di inflazione si sia attestato sul +3,4% (più 0,1% su ottobre), il servizio Statistica del Comune di Modena ha osservato come l'aumento più sensibile dei prezzi sia stato registrato nella divisione "Prodotti alimentari e bevande analcoliche" (+,1,2%), più la particolarità del rincaro delle birre che ha trainato la divisione "Bevande alcoliche e tabacchi" (più 0,1%).


modenatoday.it
“
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mercoledì 30 novembre 2011

La Terra vista da una lattina: la prima birra in orbita


Due ragazzi americani, Danny e Rich, raccontano il loro esperimento: mandare in orbita una lattina di birra con un pallone aerostatico. Tutto documentato da questo video, pubblicato anche dal Daily Mail. Quando il pallone si rompe la lattina va in caduta libera. La telecamera montata sulla birra riprende tutto, fino all'impatto con il suolo a 60 miglia dal punto di partenza

Christmas beer festival a Imbersago (Lc)

Per una volta, a due passi da casa... E.S.




9 - 10 - 11 dicembre 2011
Area Polifunzionale Imbersago

Programma

Venerdì 9 Dicembre
Ore 19:00
Apertura degli stand di degustazione

Ore 19:30
Cena con birre in abbinamento: per chi lo desidera è possibile cenare su prenotazione con un menù nel quale sarà protagonista la birra e che verrà pubblicato nell'apposita sezione di questo sito. La cucina e gli stand di degustazione rimarranno comunque aperti anche per chi non volesse prendere parte alla cena.

Sabato 10 Dicembre
Ore 16:00
Apertura degli stand di degustazione

Ore 19:30
"La Stincata". Oltre alle abituali preparazioni della cucina sarà possibile cenare con un piatto unico ad un prezzo speciale: stinco alla birra, crauti, patate fritte, birra alla spina a scelta, bicchiere della manifestazione il tutto a soli € 15.00.

Domenica 11 Dicembre
Ore 11:30
apertura degli stand di degustazione

Ore 12:00
pranzo con birre in abbinamento: solo su prenotazione sarà possibile pranzare con un menù nel quale sarà protagonista la birra e che verrà pubblicato nell'apposita sezione di questo sito.

Ore 16:00
riapertura degli stand di degustazione

martedì 29 novembre 2011

Lecco: feste della birra presto fuorilegge

Niente promozioni di bevande alcoliche stile: bevi tre paghi due, bandite anche le feste della birra o del vino, spazio invece a cocktails e birre analcoliche. Queste alcune delle indicazioni che spiccano tra le 12 presenti nell’atto di indirizzo che giovedì scorso il Presidente della Confcommercio di Lecco Giuseppe Ciresa, a nome dell’associazione, ha chiesto di recepire nell’incontro che si è tenuto in Prefettura alla presenza del Prefetto Marco Valentini.
L’atto di indirizzo è stato elaborato dal Tavolo Tecnico per la Sicurezza Stradale istituito nell’ambito della Conferenza Permanente e già condiviso, prima dell’estate, dalle Amministrazioni locali competenti a rilasciare i provvedimenti autorizzativi delle manifestazioni e degli eventi in cui è prevista la somministrazione di sostanze alcoliche.
Dodici le indicazioni preventive rivolte a tutti gli esercenti che somministrano bevande alcoliche e a coloro che organizzano feste di vario tipo. Quindi:  1- Evitare nella denominazione e pubblicizzazione della manifestazioni e/o feste l’utilizzo di titoli o immagini che richiamino prodotti alcolici (es., festa della birra, festa del vino); 2-Promuovere i drinks e cocktail analcolici, ad esempio con un prezzo vantaggioso rispetto agli alcolici o con forme accattivanti di pubblicizzazione; 3- Garantire una corretta e idonea informazione sulla natura alcolica o analcolica dei cocktail offerti; 4-Prevedere l’offerta di “ birra analcolica”, in modo da assicurare un’alternativa al consumo di alcol; 5- Favorire la possibilità di scelta tra dosaggi differenziati nella quantità (es.: birra da 25 cc, vino al bicchiere); 6- Evitare incentivi commerciali finalizzati ad incrementare il consumo di bevande alcoliche (es.: quote fisse per bere, sconti cumulativi 3×2, giochi alcolici); 7- Prevedere la possibilità di consumo di bibite analcoliche e di acqua; 8- Curare la comunicazione mediante messaggi chiari e ripetuti da parte dei dj, gruppi musicali e/o testimonial sui rischi derivanti dall’abuso di alcol, in particolare correlati alla guida; 9- Controllare gli ingressi, evitando l’introduzione di alcolici dall’esterno; 10-Cessare la somministrazione di alcolici almeno un’ora prima della fine dell’evento, dandone preventiva comunicazione; 11- Prevedere una zona di relax ove sia possibile “stemperare” l’eventuale stato di ebbrezza alcolica per evitare che il soggetto si ponga subito alla guida. 12- Condividere azioni di prevenzione nell’ambito della manifestazione, favorendo l’attuazione di iniziative mirate alla conoscenza del rischio (es. unità mobile, misurazioni alcolemia, distribuzione di materiale informativo).

lecconotizie.com