lunedì 31 marzo 2014

Da Bari, una birra "open source": sul web la carta d'identità di ogni singola bottiglia


"Il nostro segreto è... non avere segreti". Uno slogan efficace, un tutorial su Youtube pensato per diventare "virale" (cambiate quella musica, però, vi prego), e ingredienti multimediali ad arricchire quelli naturali utilizzati per produrre la "bionda".


Si presenta così la "Birra Viva" del Birrificio Barbarossa di Bari, tessendo in modalità "social" le lodi di una birra "tutta naturale", della quale è possibile sapere tutto, ma proprio tutto, grazie al web.

Come? Sulle piattaforme "mobile" (tablet o smartphone) catturando con fotocamera e software annesso il cosiddetto "QR code" direttamente dall'etichetta sul retro della bottiglia, oppure inserendo "a mano", sul sito del birrificio, il codice che è unico per ogni singola bottiglia.

E a quel punto potrete scoprire vita, morte e miracoli... su quando quella singola bottiglia è nata e come, sulle caratteristiche dell'acqua utilizzata, sui tipi di malto, di luppolo, di lieviti, persino sui lotti di produzione delle materie prime. E non è finita, perchè vengono descritti per filo e per segno anche i valori dall'ammostamento alla fermentazione. Insomma, praticamente una ricetta "open source".

domenica 30 marzo 2014

Incrocio di passioni: "Elefantiaci" Litfiba

Certo Elephant non sarà sta gran birra... ma questo resta un post per me irrinunciabile. 

Quando due passioni s'incrociano, impossibile rimanere alla finestra... Il nettare di Gambrinus e l'acronimo scaturito ad inizio anni Ottanta da un semplice prefisso TELEX: "L"(sigla di chiamata),"IT" (Italia), "FI" (Firenze), "BA" (via de' Bardi, dove la band , al numero 32, aveva la sua storica cantina con la "sala prove").


La fan page del chitarrista, fondatore e "anima" dei Litfiba, Ghigo Renzulli, ne ha parlato QUI

Gran belle emozioni in quel tour... stadio Brianteo, Monza: io c'ero!



sabato 29 marzo 2014

Cicoria al posto del luppolo? Il mito della "Anguana"

Cicoria al posto del luppolo? Sulle pagine web del birrificio indicato come artefice di quest'ultima sperimentazione (La Fenice di Fidenza) ancora non se ne trova traccia, ma sono stati diversi quotidiani locali del Cremonese ad anticipare la notizia, rendendo note le meraviglie della "Anguana" (dal nome della creatura mitologica metà donna e metà serpente nell'immagine), inedita birra a base di "Radice di Soncino", varietà di cicoria dal carattere marcatamente amaro. 

L'input sarebbe partito dall'Associazione commercianti di Soncino, ma non è chiaro se La Fenice porrà il proprio marchio alla creazione o se si limiterà a produrla su commissione per gli esercenti soncinesi. Ancora da capire anche se l'aroma di cicoria servirà semplicemente a caratterizzare la "bionda" o se davvero proverà a sostituirsi al luppolo, come riportato in alcune cronache. Un pizzico di "giallo" (paglierino), insomma, che alle cronache brassicole non fa mai male... perfino sul nome. Già, perchè in realtà di birra "Anguana" per la verità già ne esiste un'altra, a firma di un altro birrificio però del Vicentino (La Fraska).

venerdì 28 marzo 2014

"In salotto col birraio" stavolta c'è quello dell'anno. A Milano arriva "Schigi"


Continua a BALADIN MILANO “IN SALOTTO CON IL BIRRAIO”: MARTEDÌ 1 APRILE si terrà il terzo di sette incontri - uno ogni primo martedì del mese - che hanno come ospite un birraio italiano. L’appuntamento, alle ore 21.00, sarà con Luigi “Schigi” D’Amelio del Birrificio Extraomnes (Marnate, Varese), che presenterà tre delle sue birre raccontandone la storia e dando spunti e consigli su come degustarle. D'Amelio è stato eletto a inizio gennaio "Birraio dell'anno 2013".

mercoledì 26 marzo 2014

Elvis, Cobain, Marilyn, Lennon: una birra da "far resuscitare i morti", ma solo per spot


Simpatico spot della birra Bavaria (sì, quella olandese a dispetto del nome e delle vicissitudini legali ad esso connesse) destinato anch'esso a diventare virale dopo l'ultimo con una birra impegnata a saltare su uno skateboard

Questa volta la "birra" che "fa resuscitare i morti" è in realtà una delle miscele in voga negli ultimi tempi, ovvero una radler (quella che in versione casalinga si fa banalmente mixando birra e Lemonsoda, per intenderci): avviene in uno spot in cui alcuni miti del passato - Elvis, Kurt Cobain, Marilyn Monroe, John Lennon e Bruce Lee - si ritrovano più attempati su un'isola tropicale a godersela...


martedì 25 marzo 2014

La birra “in rosa” targata Ceres fa parlare il web, fra pesci “in faccia” e d'aprile

Spesso è un problema di moderazione. Ma per una volta non si parla di eccessi legati al consumo di alcol... quanto di un fatto puramente tecnico: la moderazione dei commenti sul web.

L'incidente diplomatico è sorto allorchè il colosso danese Ceres ha messo online un sito ad hoc per lanciare la sua nuova invenzione: una birra “in rosa” a base di lampone e zenzero.

Peccato che gli sviluppatori, dopo aver aperto, sulla pagina web, agli utenti la possibilità di lasciare un commento, si siano dimenticati, appunto, di creare un filtro prima della pubblicazione.



Ed è successo di tutto. Da oscenità assortite a veri e propri insulti (come nella foto tratta da dissapore.com). 

E in Rete s'è anche scatenato il dibattito bufala sì/bufala no... in merito al lancio previsto per il primo d'aprile, tradizionalmente giorno di burle e pesci: ma chi investirebbe tante risorse per dar vita a un sito ad hoc, a una clip professionale e a una campagna tanto articolata per gioco?



Ad ogni modo, piaccia o non piaccia Ceres è riuscita ancora una volta a far parlare di se, dopo l'ultima polemica sul premier Matteo Renzi (LEGGI QUI) ed altre precedenti puntate in tema di sarcastic-marketing.

"Bene o male, purchè se ne parli", osservava Oscar Wilde...

lunedì 24 marzo 2014

Una IPA per trasformare il fiume di Los Angeles in una greenway entro il 2020

Il Los Angeles River non è di sicuro una delle attrattive più accattivanti della Città degli Angeli. In passato esondava di continuo, tanto che hanno dovuto ingabbiarlo e ora assomglia più a una trincea in cemento che a un corso d'acqua.


Perchè allora non coprirlo e trasformarlo in una pista ciclabile che scorre nel cuore dell'enorme metropoli? Questa in sintesi l'idea del birrifico Golden Road Brewing, che ha sede proprio accanto al fiume e che s'è inventato la “2020 IPA” per finanziare il progetto “Greenway 2020”, ambendo a riqualificare il tutto entro la scadenza del secondo decennio del secolo.

domenica 23 marzo 2014

Nel regno della «minerale», il farmacista ha dato la birra a tutti

L'immagine del farmacista che nelle notti di turno, rintanato come un alchimista, dà vita a straordinarie creazioni brassicole, è bellissima.


Vi segnalo questa storia raccontata dall'Eco di Bergamo che svela alcuni segreti del birrificio orobico Via Priula di San Pellegrino, patria della celeberrima acqua minerale.

sabato 22 marzo 2014

E ora arriva anche la "birra" di riso

E ora arriva anche la "birra" di riso. Si chiama Biglia ed è la novità di casa gliAironi. 

Sono gli stessi produttori a darne notizia, pur prestando attenzione alle virgolette. Si tratta infatti di una bevanda a base di riso, priva di glutine, descritta come “profumata, agrumata e dissetante come una pregiata birra artigianale ma con un carattere tutto suo”.

Sarà presentata nell'ambito della prossima edizione di Vinitaly che si terrà a Verona dal 6 al 9 aprile.

venerdì 21 marzo 2014

A Roma #Socialbirra, il primo evento su Social Media e Birra in Italia

Sei workshop di approfondimento sui principali social network, tenuti da professionisti del settore, per fornire una panoramica sulle potenzialità dei diversi canali di social media. 

Tutte le case history mostrate riguarderanno brand di birra. Ogni workshop costa come una pinta di birra. Durante le pause la birra spillata all’esterno della sala fornirà la scusa e l’occasione per conoscersi e fare networking.

Tutto questo è #Socialbirra, primo evento su Social Media e Birra in Italia, organizzato a Roma da Brands invasion domenica 23 marzo.  Main sponsor dell’evento sarà AssoBirra.


Nella “Sala Birra” a partire dalle 15.30 si svolgeranno un laboratorio introduttivo alla birra artigianale a cura di Birranderground e una cotta pubblica di birra (in collaborazione con il Birrificio La Dama) e alle 20.30 una degustazione guidata delle beer firm presenti a #Socialbirra (Eternalcity Brewing, Ecsit Ventidodici, Stavio, Organiconcrete - birra Clorofilla -) con presentazione dei birrai che parleranno dei loro progetti e delle loro birre.

mercoledì 19 marzo 2014

Neknomination: la moda virale è solo un argomento di moda. Per fortuna

Ma la “Neknomination” (o meglio il “Neknominate”, per rispettare l'originale definizione coniata in Australia) è davvero UNA MODA VIRALE sui social network, anche di casa nostra, o è piuttosto UN ARGOMENTO DI MODA sui media online?

Una giovane "concorrente" inglese intenta
a bere birra in un market dopo essersi spogliata
Avete presente quando, grazie a una scintilla d'intuizione improvvisa, prendete coscienza di qualcosa che, in fondo in fondo, avete sempre saputo, che il vostro subconscio aveva colto ma non avevate ancora lucidamente focalizzato?

Ecco, il dubbio è sorto quando mi sono imbattuto (oggi addirittura sul blog “Solferino28” interno alla “Bibbia” Corriere della Seranell'ennesima notizia riguardante il gioco alcolico estremo divenuto tormentone sul web globale, che consiste nel farsi filmare mentre si tracanna una birra o un altro alcolico tutto d’un fiato (“to neck” appunto), postare il video su Facebook o un altro social e sfidare un amico a fare lo stesso.

E ho realizzato: ma stando tutto il giorno, per lavoro, sia sui siti d'informazione che sui social network, COM'E' CHE SUI PRIMI CONTINUO A FINIRE SULL'ARGOMENTO, MENTRE SUI SOCIAL NON C'E' VERSO DI SBATTERCI CONTRO NEPPURE PER UN'IMPROBABILE CASUALITA'?

Vuoi vedere – mi son detto, conoscendo i miei polli - che, è uno di quei casi in cui la mia talvolta (o spesso secondo alcuni) “malata” categoria autoalimenta se stessa montando ad arte il nulla, o quasi?

Intendiamoci: il gioco resta inqualificabile, pericoloso e da condannare... non stiamo discutendo di questo. Ma il fatto è che, davvero, dragando i social più in voga fra parole chiavi e hashtag, questa così “virale” sfida... in realtà si rivela un fuoco di paglia. Almeno nel nostro Paese. 

Se vi aspettate, cercando su Facebook o Youtube, di trovarvi di fronte a decine di video di ragazzi che ingollano birra o alcol di vario genere e poi passano la palla allo sfidante successivo, beh... rimarrete delusi.

Meglio così, per carità. E sono sicuramente vere anche le gravi notizie di cronaca dalle quali tutto è partito (vedi il caso di Agrigento), ma seì, oltre ai social, fate una ricerca anche su “Google notizie” di news in realtà non ne troverete, riguardo alla “nuova moda del web che uccide”, tanto per citare uno dei roboanti titoli dedicati all'argomento.

In effetti, di “Neknomination” o “Neknominate” in Rete se ne parla. E molto, anche. Ma la cosa interessante è che sono ormai nettamente più numerosi gli articoli o i post che parlano degli “Anti-Neknominate” (!), ovvero le sfide alternative che propongono una rilettura in positivo del fenomeno, a base di letture di libri, campagne a favore della sicurezza stradale o citazioni della Bibbia.


Insomma, la “moda che uccide” è solo un argomento di moda. Per fortuna

Una bionda belga che lascia senza parole. O meglio, una: AMEN

Mi sono casualmente imbattuto in questa deliziosa bionda belga, che non conoscevo...


...che dire, altre parole non servono: "chapeau" al creativo pubblicitario.

martedì 18 marzo 2014

Birra dell'anno: Mr Baladin domina, ma è "di nicchia" Lombardia, Toscana e Lazio non stanno a guardare

E' indiscusso che Teo Musso sia il birraio più famoso d'Italia. La "macchina da guerra" Baladin mediaticamente parlando resta IL punto di riferimento nel settore delle artigianali e la sua "icona" si presta perfettamente a giocare il ruolo del "bomber". Molti biliosi avrebbero neppur troppo velatamente goduto nel vedere incoronato qualcun altro "Birraio dell'anno" ("Ecco, vedete: Teo ha l'immagine, ma c'è anche..."), e invece il fuoriclasse di Cuneo s'è aggiudicato il titolo Unionbirrai per il secondo anno di fila. Forma e sostanza, insomma, anche se tra i commentatori più ferrati (fra loro Andrea Turco di Cronache di Birra, Angelo Jarret di Bere Birra, Matteo il "Matto Birraio" di Birramoriamoci e Christian Montanaro il "Birrafondaio") c'è chi ha correttamente fatto notare come Baladin abbia fatto incetta di medaglie in particolare in categorie importanti, "di nicchia"... sicuramente non immediate per i neofiti.

Insomma, non è certoo come se alle olimpiadi della matematica Musso avesse risolto il teorema di Fermat e i concorrenti avessero fatto due più due, ma Mr Baladin il suo alloro se l'è meritato. Vero è al tempo stesso che per la gran parte del pubblico delle artigianali le sue articolate creazioni resteranno una sorta di "oggetti misteriosi". E andando a sfruculiare la classifica, è interessante notare come fra produzioni più accessibili al grande pubblico, anche altri birrifici siano riusciti a distinguersi.

Fra loro il birrificio Birra del Borgo di Borgorose (Rieti, Lazio), che ha portato a casa un oro e un argento, con la "Re Ale" nella categoria IPA e con la Hoppy Cat fra le scure d'ispirazione angloamericana.

Subito dopo il Birrifico Rurale di Desio (Monza e Brianza, Lombardia), che ha messo in bacheca un oro e due bronzi, con la "Seta" nelle chiare d'ispirazione belga e con la "Reset" fra le ambrate anglosassoni e la "Castigamatt" fra le scure angloamericane.

Un oro e un bronzo a testa anche per i "cugini" toscani (entrambi in Provincia di Lucca) del birrificio Brùton di San Cassiano di Moriano e per il Birrificio del Forte di Pietrasanta. Il primo ha vinto la categoria ambrate anglosassoni con la "Lilith" ed è arrivato terzo con la "Bianca" fra le chiare d'ispirazione belga. Il secondo ha vinto la categoria golden ale con la "Gassa d'Amante" ed è arrivato terzo fra le APA con la "Fior di Noppolo".

Menzione anche per il Birrificio italiano di Lurago Marinone (Como, Lombardia), che ha conquistato due argenti con la "Tipopils" fra le italian lager e con la "Vudù" fra le weiss.

lunedì 17 marzo 2014

Stasera Open Baladin apre a Torino


...è l’ambizioso progetto di Teo Musso, che dal 17 marzo apre a Torino “Open Baladin”, in piazzale Valdo Fusi. E’ una fucina di idee Teo Musso, 50 anni, il primo a creare un birrificio artigianale in Italia. La sua storia è ora scritta a quattro mani con Marco Drago, “La birra artigianale è tutta colpa di Teo Musso”, edizioni Feltrinelli...

Accisa tremenda accisa: cosa non si fa per non pagarla...

(Adnkronos) - Pensavano di oltrepassare il  confine tra la Slovenia e l’Italia e di immettere in consumo, senza  provvedere al pagamento delle accise, ben 2129 litri di birra, ma,  appena giunti nel territorio italiano, sono stati fermati dai militari della Compagnia di Gorizia, insospettiti dall’andatura incerta di tre  furgoni provenienti dalla Romania.


La birra intercettata dai finanzieri, sarebbe stata venduta a  esercizi commerciali della provincia a prezzi ridotti che, oltre a  provocare un danno per l’erario, avrebbe anche rappresentato una forma di concorrenza sleale verso le imprese che importano regolarmente le  bevande alcoliche, le quali sono soggette all’imposizione indiretta,  così come altri prodotti di largo consumo: tabacchi, carburante. Sono stati quindi denunciati quattro romeni ritenuti responsabili per avere introdotto in Italia un quantitativo di birra, eccedente la normale  franchigia consentita pari a litri 110, senza il pagamento delle  accise.

Prosegue con sempre maggiore efficacia l’azione delle Fiamme  Gialle isontine a contrasto dell’evasione fiscale nel settore del  trasporto dei prodotti assoggettati ad accise: la linea di confine con la vicina Repubblica di Slovenia è da sempre crocevia di commerci  costantemente monitorati dai finanzieri che, dall’inizio dell’anno,  hanno controllato 920 automezzi e proceduto a numerosi sequestri di  merci importata in modo irregolare.

domenica 16 marzo 2014

La birra artigianale spiegata ai neofiti

Segnalo questa articolata intervista del collega Andrea Turco di "Cronache di birra" al settimanale D di Repubblica.


La "Settimana della birra" è solo lo spunto per affrontare il tema delle artigianali, "svelate" ai molti neofiti che ancora non hanno ben chiaro di che si trattino.

Con Pilsner Urquell vinci la Boemia


Beh... perchè non provare?

www.vinciconpilsnerurquell.it

sabato 15 marzo 2014

Campagna Guinness: mettete giù i cellulari


Elegante l'ultima campagna visual targata Guinness per promuovere maggior socialità fra i bevitori al tavolo dei pub. "Giù i cellulari", recita lo slogan della stout irlandese, che impila una serie di smartphone a mo' di pinta, non dimenticando però l'avvertenza di rito "Bevi responsabilmente".

venerdì 14 marzo 2014

Arrivano gli anti "Neknominate": dai libri ai grazie, dalla Bibbia alla sicurezza stradale

E' il nuovo gioco alcolico estremo, tormentone sul web: consiste nel farsi filmare mentre si tracanna una birra o un altro alcolico tutto d’un fiato (“to neck” appunto), postare il video su Facebook o un altro social e sfidare un amico a fare lo stesso. Chi spezza la catena perde il rispetto degli amici, ma spesso rischia grosso. 

Ora però stanno cominciando ad approdare sul web gli anti “Neknominate”, sfide alternative che propongono una rilettura in positivo del fenomeno.


A Bologna hanno lanciato il “Booknomination”, sfida a leggere un passo tratto dal libro preferito, poi c'è il “Thanknomination”, con cui si coglie semplicemente l'occasione per ringraziare qualcuno per un motivo che ti sta particolarmente a cuore. 

Infine alcuni ragazzi della Croce rossa delle Marche hanno inventato il “Safe Nominations” per promuovere la sicurezza stradale filmandosi nel corso di una serie di azioni virtuose come dare la precedenza ai pedoni sulle zebre, ma c'è anche la versione “biblica” del gioco, all'insegna dello slogan #altrochebirra, in cui si propone di dar lettura di passi significativi della Sacra Scrittura.

Campagna gay-friendly per la birra messicana Indio


Campagna gay-friendly per la birra messicana Indio, che al grido del web-slogan #LaObscuridadSabe invita ad "essere veramente se stessi" (probabilmente anche dopo aver sorseggiato il proprio prodotto, altrimenti il nesso proprio chiaro non sarebbe) nell’oscurità, al buio delle serate in discoteca e nei locali. Tra gli esempi, anche quello di due donne che s'abbandonano a un bacio appassionato.


giovedì 13 marzo 2014

L'Ue vuole abolire il boccale in porcellana e scatena l'orgoglio bavarese

Ogni tot la ghigliottina della Ue minaccia di calare sul collo delle tipicità regionali. Era già successo anche nel nostro Paese con il lardo di Colonnata (poi graziato), ora è la Baviera a tremare perchè in bilico sono i tipici boccali di birra in porcellana (gres), “rei” di non far chiaramente percepire al bevitore, secondo i dettami comunitari, se la birra è spillata al giusto livello o meno (anche per via della schiuma, naturalmente).

Il braccio di ferro fra Germania e Europa è cominiciato. A ironizzare sul fatto che l'Europa abbia davvero argomenti stringenti di cui occuparsi, è stato il ministro bavarese Ilse Aigner, mentre il Governo Federale ha puntato addirittura i piedi e subito emesso una deroga per i "Keferloher" con la quale (per ora) ha inteso chiudere il problema. 

Portano a termine il rally con l'auto raffreddata a birra

Per regolamento non potevano chiedere alcun aiuto esterno, così quando il loro bolide da rally ha rotto il radiatore atterrando dopo uno spettacolare salto, si sono salvati con un liquido refrigerante d'emergenza: una birra Corona lì pronta (eventualmente) per i festeggiamenti dopo gara.


E' successo ai piloti Hyundai Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul durante il del World Rally Championship in Messico, che comunque con la loro auto raffreddata a birra sono riusciti ad arrivare terzi.

mercoledì 12 marzo 2014

Le birre artigianali ora approdano anche nei discount

Sono arrivate anche lì. Con lo stesso folgorante effetto che astronavi aliene porterebbero sui cieli delle metropoli terrestri, le birre artigianali sono approdate anche nei supermarket cosiddetti “discount”, quelli insomma a costi contenuti.

E si tratta di una svolta epocale, anche se a prima vista potrebbe sembrare una notizia di poco conto.  Le catene di ipermercati con l'occhio più furbo (e non sono molte a dire il vero), si sono già adeguate da tempo nell'organizzare i loro scaffali con una sezione dedicata alle birre artigianali, accanto alle tradizionali produzioni industriali. 

Ma il fatto che ora un prodotto da molti considerato come “di nicchia” raggiunga una diffusione popolare testimonia la forza di un fenomeno che prende ormai sempre più piede, lungo lo Stivale.

L'incontro è stato in uno dei punti vendita brianzoli della catena europea di supermercati discount di origine tedesca “Penny”. La birra in questione, una buona bionda del birrificio agricolo PratoRosso di Settala (Sud Milano), anche se proposta senza marchio in evidenza, probabilmente in versione specificamente “dedicata”.

Birra con testicoli di toro? Anche no

Ragazzi, no. Non ce la faccio. Posso anche provarci a pensare di ingollare una birra fatta (anche) con testicoli di toro. Ma la repulsione è più forte, mi di spiace.

Eppure l'impossibile bevanda esisterebbe. E la sua genesi sarebbe altrettanto "impossibile": il primo aprile 2012 i ragazzi della Wynkoop Brewing Company di Denver in Colorado pensarono bene di girare un video scherzoso. La notizia era plausibile, i testicoli di toro fritti sono un prodotto locale... Poi, però il "pesce" sarebbe diventato realtà: lo stesso produttore avrebbe infatti pensato bene di adeguarsi alle richieste nel frattempo arrivate a pioggia tramutando così alchemicamente un'utopia in business.


martedì 11 marzo 2014

Morso da un serpente mortale, beve una birra mentre aspetta i soccorsi

Dopo "Lotta con uno squalo, poi va a bersi una birra al pub", ecco un altro ardimentoso aficionado della "bionda" made in Oceania. 

Anche questa volta, infatti, la notizia arriva dall'altra parte del mondo: ed eccoci dalla Nuova Zelanda all'Australia, dove un 54enne (questa volta sì a pieno titolo erede di Michael J Crocodile Dundee) dopo esser stato morso da un serpente mortale, l'ha stecchito con una botta in testa, ha chiamato il locale "118", poi ha preso una bottiglia di birra dal frigo in attesa dei soccorsi. 




E il bello è che in ospedale il coraggioso australiano è pure giunto per tempo, salvo poi finire per tre settimane in terapia intensiva a causa di... una reazione allergica all'antidoto! Il serpente marrone orientale è il secondo più letale al mondo.

(grazie paolo per la segnalazione)

Birre "bio": ne abbiamo veramente bisogno?

Giorni fa m'è capitato di varcare la soglia di un locale del centro di Bergamo specializzato in prodotti "bio". Tisane biologiche, biscotti biologici, tovaglioli biologici, aria biologica... Per carità, tutto molto bello e apprezzabile. Ma scorrendo il menù, ecco stagliarsi alla mia vista la voce "birra biologica". 

E come potersi esimere? Bene, ordino e giunge al tavolo una simpatica bottiglietta che pare nel layout più simile alle summer-light da spiaggia (tipo Sol o Corona) che all'essenzialità delle artigianali: e infatti è un prodotto tedesco, ma dedicato al mercato italiano (anche l'etichetta è tradotta).

Secondo la descrizione, l'orzo è "bio", il lievito sicuramente "bio" (nel senso letterale della traduzione), pure il luppolo è "bio". Bene, ma è il gusto "bio" a non lasciarmi soddisfatto. Per carità, un parere strettamente personale, ma tanta fatica per un risultato tanto convenzionale, vale la candela?

lunedì 10 marzo 2014

Mondiali in Brasile: una birra con orzo coltivato sul campo d'allenamento "sacro" della Selecao

Bizzarro connubio fra birra e calcio, in vista del Mondiale in Brasile, targato Anheuser-Busch InBev. Vale a dire un'edizione limitata della “Brahma” a base di orzo coltivato sul campo di calcio dove si sono allenate nei decenni le più blasonate (i verdeoro hanno nel palmares ben cinque titoli, più d'ogni altra nazione sul pianeta) formazioni della “Selecao”.


“Brahma Selecao Especial”, birra ufficiale della Coppa del Mondo, sarà prodotta anche con ingredienti coltivati sul vecchio campo da calcio del centro di formazione “Granja Comary” (uno dei templi del calcio carioca insieme allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro) ora in via di ampliamento e riqualificazione.

L'orzo “sacro”, una volta tramutato in birra, sarà commercializzato in 2.014 bottiglie, da prenotare (ammesso che si riesca) su Internet. La prima andrà all'allenatore Phelipe Scolari, la numero 9 sarà regalata a Ronaldo, l'ultima al capitano Thiago Silva.

Varese: alle Grotte, "dove la birra sgorga dalla montagna"

...e c’è il mito dell’Olona. Il fiume qui trova una delle sue fonti secondarie, per questo non meno ricca di fascino e di un’antica utilità: l’acqua per fare la birra. 

Le leggende, spesso se innaffiate da qualche grado alcolico, son fatte su misura per chi vuole crederci. 
Quindi in molti, negli anni passati, giuravano dell’esistenza di un tubo che partiva dalla birreria Poretti di Induno Olona per finire direttamente nel ristorante...

domenica 9 marzo 2014

Scarti di luppolo per prevenire la carie


Lo studio pubblicato recentemente su Journal of Agricultural and Food Chemistry dell'American Chemical Society, parla chiaro: lo scarto del luppolo che non viene usato per produrre birra fa bene a denti e gengive. I responsabili di questi effetti benefici sarebbero...

sabato 8 marzo 2014

Consigli per gli acquisti: le artigianali top secondo Agostino Arioli del Birrificio Italiano

C'erano una volta i "consigli per gli acquisti" del "baffo" Maurizio Costanzo, per voi una riedizione aggiornata della "rubrica" in senso birrario. 

Teo Musso e Alessio Islaz
Agostino Arioli
"Interrogato" dal prof Alessio Islaz nel corso del terzo martedì “In salotto col birraio" al Baladin Milano di Teo Musso, l'ospite della serata, Agostino Arioli del Birrifico Italiano di Lurago Marinone, ha confidato alcune delle sue preferenze, fra le creazioni più interessanti del panorama delle artigianali made in Italy.

La golden ale "Sunflower" del birrificio orobico Valcavallina

La "Xyauyù" riserva Baladin e la "Ninha" by Teo Musso

La kolsh "Rodersch" del Birrificio Bi-Du di Olgiate comasco

La red stout "Verdi" del Birrificio del Ducato di Parma (Soragna)

"Draco" e "Cadrega", barricate alla frutta, del Birrificio di Montegioco (Al)

La "Terzo Miglio" del Birrificio Rurale di Desio  (Mb)

Arioli ha infine voluto lasciare una menzione speciale alla creazione made in Carate Brianza by Menaresta appositamente prodotta l'8 dicembre scorso per "SoloBirra": la "Brewtal Truth", omaggio una tantum a birra e rock metal (con la band newyorkese Brutal Truth in carne e ossa alla presentazione dell'omonimo libro).

venerdì 7 marzo 2014

I guru Musso e Arioli stroncano la "mania" da IPA

Ad accendere la miccia è stata una domanda posta da Alessio Islaz nel corso del terzo martedì “Insalotto col birraio” al Baladin Milano: “Il movimento delle birre artigianali nel nostro Paese, sta cominciando ed essere veramente “italiano” o ancora si limita ad attingere idee oltre cortina?”.

E quando a rispondere sono chiamati due pezzi da novanta del calibro di Teo Musso e Agostino Arioli, il dibattito non può tradire le attese.


Agostino Arioli
“Noi italiani in questo campo nasciamo “ignoranti”... orfani di riferimenti – ha tirato per primo la stoccata il fondatore del Birrificio Italiano di Lurago Marinone, Arioli - In Italia oggi ci sono 650 microbirrifici, ma molti scelgono unicamente la via accattivante delle IPA e delle APA (Indiapale Ale e American Pale Ale, ndr), che grazie a luppoli americani “della madonna” ti fanno esclamare “wow” alla prima sorsata... ma è un'omologazione che personalmente non amo”.

“Io sono preoccupato per come sono gli italiani – è stata invece la rilettura di “Mister Baladin”, Teo Musso – solitamente superficiali e modaioli. E' per questo che le IPA mi stanno un po' sulla pancia... non certo perchè non siano piacevoli. Ma il fatto è che i luppoli americani hanno contagiato il settore delle birre artigianali esattamente come è accaduto in quello del vino, quindici anni fa, con la barrique: poi la moda è passata... con le IPA invece ci troviamo ancora in piena fase di fascinazione adolescenziale. La differenza è che dietro al vino, in Italia una cultura radicata c'è, mentre nella birra manca”.

“La birra non è solo una “spremuta di luppolo” - questa la chiave interpretativa del “guru” Musso – Il problema delle IPA è che ce ne sono anche più di una per ciascuno dei 650 microbirrifici italiani, ma sono veramente poche quelle che raggiungono realmente equilibrio e piacevolezza. Io credo che si andrà nella direzione di una “selezione naturale”: non tutte sono degne di esserci, a spiccare saranno alla fine le migliori”.

Teo Musso
“Che vi troviate d'accordo voi due su qualcosa è già un evento”, ha sorriso in conclusione Alessio Islaz... “Arriveremo a mettere un cartello “NO IPA” all'ingresso dei brewpub”, è stata l'ironica provocazione di Arioli, ammettendo però poi d'aver “smussato” la propria idiosincrasia solo poche settimane fa, avendo cotto una IPA made in Lurago molto particolare. Ammissione che in ogni caso anche Musso ha fatto seguire a ruota. Al di là delle allergie alle mode, impossibile non riconoscere, infatti, il ruolo che le IPA stanno ricoprendo nel far scoprire anche nel nostro Paese, a un pubblico sempre più interessato e numeroso, l'universo ancora misterioso delle birre artigianali.

giovedì 6 marzo 2014

Il Rivera e il Mazzola delle artigianali al Baladin Milano

Per il terzo martedì “In salotto col birraio”, Teo Musso è tornato a fare gli onori di casa al suo Baladin Milano (dopo l'evento inaugurale, il mese scorso aveva, infatti, dovuto rinunciare al secondo incontro col “discepolo” Flibus Scarampola per un impegno nel profondo Sud). Anche perchè quello giunto in via Solferino era un ospite di assoluto peso: Agostino Arioli del Birrifico Italiano di Lurago Marinone.


Teo Musso
Entrambi apripista del movimento nato ormai 18 primavere orsono e poi fra i fondatori di Unionbirrai, da sempre amici-nemici (nel senso più nobile dell'espressione), c'è chi arriverebbe a contrapporli come il Rivera e il Mazzola del mondo delle birre artigianali, perchè alfieri di approcci birrari se non diametralmente opposti, almeno concettualmente differenti. 

Se Teo Musso da sempre strizza l'occhio a sperimentazioni sensoriali estrose “ad alta fermentazione”, ad affascinare Agostino Arioli è stata sin da subito la pulizia “a bassa fermentazione” dello stile tedesco.


Agostino Arioli
“Sono ancora più un bevitore che un birraio – ha esordito Arioli nel corso della conversazione  moderata da Alessio Islaz – Sono un birraio solo incidentalmente. Ho cominciato nell'85, facendo la birra in casa. Un inizio tragico... usando il lievito di birra per il pane, buttando via non so più quante cotte. Poi ho avuto la fortuna di conoscere  un amico che lavorava nell'industria birraria, che m'ha regalato i primi consigli, ma anche le prime materie prime...”

Oggi Arioli è uno dei punti di riferimento del settore: in sala ha fatto il suo ingresso la creazione forse più conosciuta del Birrificio Italiano, la Tipopils. “Come spesso m'è capitato, volendo fare una birra “in stile”, tendendo alle birre d'inverno, è uscita una cosa molto particolare”, ha raccontato il suo artefice.

Per la seconda degustazione, ecco la deliziosa Amber Shock. “Una dopple-bock che arriva direttamente da una ricetta fatta in casa nel lontano '85, poi naturalmente evolutasi”, ha confidato Arioli, che poi ha smentito invece il mito degli “effetti psicotropici” della terza birra presentata, la sorprendente Nigredo, originariamente ispirata da una fortuita eccessiva tostatura (“Guarda che succede a volte a lasciare un po' troppo i luppoli nel microoonde”, ha sorriso Arioli).

Teo Musso, Alessio Islaz e Agostino Arioli
Dopo essersi amorevolmente punzecchiati a lungo nel corso della serata, Musso e Arioli si sono poi però trovati d'accordo su un punto: le famose (e famigerate) IPA (CONTINUA QUI). Ma a questo dibattito dedicherò un post a parte, così come agli interessantissimi “consigli per gli acquisti” regalati alla platea dai due birrai.

mercoledì 5 marzo 2014

Dimagrire con la "miracolosa" dieta della birra

Come dimagrire? Con la dieta della birra, naturalmente! Lo spot, con le armi dell'ironia e del paradosso, è in realtà un monito nei confronti dell'abuso di alcol: certo che perdere peso è facile, secondo la bionda creativa... basta ubriacarsi fino a perdere i sensi e l'appetito e fino a ridursi, snelli e infelici, a vivere da senzatetto.


I monaci di Rochefort: "Toccateci tutto, ma non la nostra acqua"

Per produrre le loro birre i monaci di Rochefort utilizzano acqua presa presa dalla sorgente Tridaine posta a 42 metri sopra l’abbazia che viene portata all’interno dell’abbazia senza alcun impiego di pompe. La caratteristica di quest’acqua è...

...purtroppo, questa sorgente rischia di essere prosciugata da alcuni lavori di scavo che dovrebbero essere svolti da una multinazionale in una cava di calcare posta in zona “La Boverie” poco distante dall’abbazia. Nonostante la multinazionale abbia garantito che l’acqua della fonte verrà pompata tramite un macchinario sia all’abbazia che alla città di Rochefort, i monaci temono che...



martedì 4 marzo 2014

Quesiti esistenziali: meglio al bacon o al sapore di ciambella?

Per la serie, le grandi domande della vita, vi propongo - a parte gli scherzi - una lettura comunque interessante e un po' fuori dagli schemi: "Meglio la birra al sapore di bacon o quella al gusto di ciambella?"

da dailybest.it


Pinta al pub con gli amici "panacea" per i burberi scozzesi


Un nuovo studio ha rivelato che una birra al pub con gli amici sarebbe, per la salute mentale di un uomo, meglio di qualsiasi terapia. Una tesi centrata sulla Scozia (dove parlare delle proprie emozioni sarebbe un tabù prettamente maschile), dove lo studio è stato condotto su un campione di trentenni, ma dalle valenze ben più generali. Nonostante la conclusione non sia particolarmente originale o sconvolgente... secondo la Glasgow Caledonian University i risultati potrebbero comunque contribuire a bilanciare le valenze negative del consumo d'alcol, ma anche quelle positive.

Birre straniere low cost: è invasione?

Se il metro per misurare la "cifra" della bontà o meno di una birra è la legislazione italiana vigente, stiamo freschi (il titolo di una recente iniziativa birraria - "Doppio malto a chi?" - rende bene l'idea delle fantasticherie normative nostrane). Da prendere quindi con le pinze le conclusioni di un'inchiesta che raffronta birre made in Italy ed estere sulla base di disposizioni legislative che stabiliscono cosa è e cosa non è birra. Non di solo alcol o plato si vive...

Certo, però, che, se ci sono imprenditori stranieri che producono scientemente birre per l'import italiano sfruttando il fatto che, nei loro Paesi, leggi meno restrittive consentono di derogare ai nostri standard minimi (3.5% d'alcol e grado plato a 10.5) e quindi in ultima analisi di mettere sul mercato birre più a basso costo, allora il problema dovrebbe finire nell'agenda delle associazioni di categoria e, correttamente, essere affrontato anche dal Parlamento.

Al "Fight club" made in Bergamo si vince birra


Più di duecento persone si accalcano attorno alle corde del ring e gli allibratori raccolgono frenetici le scommesse: punti un euro sul vincente dell’incontro e, se azzecchi il pronostico, vinci una birra. Al tocco del gong ecco il primo incontro, di boxe. Dopo il peso i primi due pugili salgono sul ring...

domenica 2 marzo 2014

Ma alla Ceres, chi glielo fa fare?

Ma alla Ceres, chi glielo fa fare? Per carità, le battute ci stanno, soprattutto in un settore come quello della pubblicità, dove l'incisività dello slogan è tutto. Ma ora, prendere per i fondelli la nazione tutta, mi par azzardato. E non c'è neppure da tirare in ballo incidenti diplomatici fra Danimarca e Governo italiano, perchè qua la politica direttamente non c'entra. 

Che il marchio scandinavo abbia deciso di ironizzare sul fatto che il neo-premier governi senza essere stato eletto ("Una Ceres gratis a tutti quelli che hanno votato Renzi alle ultime elezioni politiche. Si intendono le elezioni politiche italiane del 24-25 febbraio 2013 alle quali Matteo Renzi non era candidato. Pertanto la presente offerta non ha nessun valore") sa un po' di "Quanto siete fessi", ma anche di "Ognuno ha il Governo che si merita". 

E le precedenti puntate del sarcastic-marketing made in Denmark per altro non fanno che confermare ("Prima si vota, poi si beve, non come le altre volte") la bizzarra tendenza a - in ultima analisi - irridere qualche milione di potenziali acquirenti. Quindi, ripeto, ma alla Ceres, chi glielo fa fare?

sabato 1 marzo 2014

Arriva il beer Friday: birra il venerdì in ufficio


La tendenza arriva dall’Inghilterra, dove è stata già inventata l’idea del casual Friday. Il rito del venerdì in ufficio, dopo l’autorizzazione a vestirsi in modo più sportivo e informale, ora si arricchisce di un nuovo must: l’aperitivo nell’open space prima di andarsene e dare inizio al weekend. Lo fanno gli inglesi e anche gli americani: neglI Stati Uniti addirittura i distributori automatici di birre stanno rimpiazzando la macchinetta del caffè...