venerdì 15 ottobre 2010

Pizza e birra, il menù è sempre più caro

 

Pizza e birra, e già che ci siamo anche qualche fritto. E la cena fuori casa è fatta. Ma attenzione alla birra e ai fritti, questa volta non tanto per la salute ma per i prezzi: in un anno i fritti sono rincarati del 9%, la birra dell'8%, e il classico menù a base di pizza del 5,1%. I soli fiori di zucca sono aumentati del 20% rispetto al 2009. È quanto rileva un'indagine dell'Adoc per la quale un menù medio composto da una pizza, un fritto e una birra costa 13,30 euro, il 5,1% in più dello scorso anno.
Commenta Carlo Pileri, presidente dell'associazione: "Nell'ultimo anno mangiare in pizzeria è diventato più costoso, in media, del 5,1%. Per un menù composto da una pizza, un fritto e una birra si spendono difatti 13,30 euro contro i 12,65 euro dello scorso anno. Non è tanto la pizza a registrare i rincari maggiori, dato che in media il prezzo è cresciuto dell'1,5%, quanto i fritti e la birra. Tra i fritti, a farla da padrone è il fiore di zucca, il cui costo medio è aumentato di 25 centesimi, il 20% in più del 2009. Anche il filetto di baccalà (+13,6%), le patatine fritte (+12,9%) e il supplì (+10%) segnano rincari record. Per quanto riguarda le birre, il prezzo medio è cresciuto dell'8%, una chiara media costo il 6,3% in più dello scorso anno, attestandosi sui 5 euro, mentre una birra nazionale in bottiglia ha subito un aumento dell'8,3%".
Il confronto diventa impietoso se il paragone viene fatto con il 2001, a prezzi espressi ancora in lire: da allora il costo di una pizza margherita è più che raddoppiato passando dagli equivalenti 2,60 euro agli attuali 5,30, con un aumento del 103,8%. La birra chiara media è rincarata del 49,2% passando da 3,35 a 5 euro, e un supplì è volato a più 115,6% passando dall'equivalente di 51 cent agli attuali 1,10 euro.
Ma, prosegue Pileri, "nonostante i rincari, le pizzerie stanno resistendo all'impatto della crisi, tanto che, insieme ai pub, hanno segnato un aumento della clientela pari al 2%. In controtendenza con l'afflusso di clientela nei ristoranti classici". Per l'Adoc, infatti, l'aumento dei prezzi ha portato a una riduzione dei consumi nel settore della ristorazione, ma le pizzerie, trainate anche dal turismo, registrano una crescita della clientela. "Le pizzerie vedono incrementate del 2% le presenze, grazie ai prezzi più vantaggiosi rispetto alle alternative e al flusso dei turisti - afferma Pileri - risentendo meno della crisi dei consumi che ha colpito la ristorazione".

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