giovedì 2 dicembre 2010

L'ALCOL "IN MODERAZIONE" FA BENE ANCHE ALLA VISTA

Lo studio di coorte su una popolazione selezionata condotto nel Wisconsin, USA, si proponeva di verificare l’effetto della assunzione di alcol sulla incidenza di cataratta a lungo termine. Sono stati esaminati oltre tremila soggetti ultracinquantenni, duemilacinquecento dei quali sono stati rivisti dopo 5 o 10 anni sottoponendoli ad una accurata visita oculistica con analisi strumentale della opacizzazione del cristallino.

La loro assunzione di alcol è quindi stata valutata attraverso un’intervista e un questionario.
In una prima analisi globale non è stata osservata alcuna correlazione tra il consumo continuato di alcol e l’incidenza di cataratta nucleare, corticale e sottocapsulare posteriore. Quando poi i risultati sono stati corretti per l’influenza di età, sesso, abitudine al fumo, diabete, miopia, stato socioeconomico ed uso di steroidi è risultato che nei forti bevitori si riscontrava un rischio maggiore che nei bevitori moderati ma anche che l’astinenza portava ad un aumento del  rischio rispetto alla assunzione moderata.

A questo fenomeno, tipico della assunzione di alcol, poi si associa, di necessità, l’effetto di molecole vegetali contenute in bevande alcoliche come il vino o la birra, specificatamente attive nel proteggere la salute dell’ uomo. 

Kanthan GL, Mitchell P, Burlutsky G, Wang JJ.  Alcohol Consumption and the Long-Term Incidence of Cataract and Cataract Surgery: The Blue Mountains Eye Study. 

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